Regione Piemonte e Finpiemonte a supporto della ricerca: inaugurato il nuovo laboratorio BSL-3 dell’Università di Torino

Inviato da anna.zampolini il 05/05/2026
Tipologia news
Data pubblicazione
05/05/2026

Presso l’Istituto di Microbiologia di via Santena 9 è stato inaugurato il 5 maggio 2026 il nuovo laboratorio di biosicurezza di livello 3 (BSL-3) dell’Università di Torino e della Città della Salute e della Scienza di Torino, un’infrastruttura strategica per il rafforzamento delle capacità di ricerca e diagnostica in ambito microbiologico e virologico.

Il laboratorio è stato realizzato nell’ambito del progetto “Allestimento di laboratorio di biosicurezza PCL3 e biobanking per COVID-19 e altri eventi emergenziali”, finanziato dal programma FSC Piano Riparti Piemonte – INFRA-P2 COVID con un contributo di 300.000 euro concesso da Regione Piemonte, che si è avvalsa del supporto operativo di Finpiemonte. Il progetto ha inoltre previsto un cofinanziamento dell’Ateneo per gli interventi strutturali e impiantistici.

All’inaugurazione ha preso parte anche il Direttore Generale di Finpiemonte, Mario Alparone, che ha sottolineato il valore strategico dell’iniziativa: <<Per mia esperienza personale so quanto strutture di questo tipo siano fondamentali per la ricerca e per la sua applicazione clinica a favore dei cittadini. E’ diventato particolarmente evidente ai più nel periodo del Covid, nel quale la dotazione di laboratori con una innovativa capacità di analisi e di capacity ha rappresentato uno strumento fondamentale per combattere contro il virus, sia per la sorveglianza degli operatori e dei cittadini, sia per le diagnosi tempestive nei ricoveri in fase di ingresso e decorso della malattia. Questo contributo non è un caso isolato, ma si inserisce in una logica precisa che Regione Piemonte ha impostato per supportare lo sviluppo della ricerca e della clinica in ambito Life Science e health care con i programmi Fesr 21/27: un ambito dove il nostro ruolo è quello di agire come facilitatori e gestori dei finanziamenti pubblici e privati a favore di istituzioni e di imprese del territorio>>.

La nuova struttura consente la manipolazione in sicurezza di agenti biologici di classe 3, ossia microrganismi che possono causare gravi malattie nell’uomo e rappresentano un rischio per operatori e comunità, ma per i quali sono disponibili misure terapeutiche e profilattiche. Questo adeguamento agli standard normativi vigenti permette di ampliare significativamente le attività di ricerca e di supporto diagnostico. Il laboratorio si inserisce nel contesto del Laboratorio di Microbiologia e Virologia Clinica del Dipartimento, centro di riferimento regionale e nodo della rete nazionale Respivirnet dell’Istituto Superiore di Sanità per la sorveglianza dei virus respiratori. Grazie alle competenze già consolidate e alle tecnologie avanzate disponibili, l’infrastruttura consentirà lo sviluppo di studi di infettività su isolati clinici, analisi della risposta immunitaria e attività di ricerca su farmaci antivirali.
Elemento distintivo del progetto è anche l’apertura verso collaborazioni con altri enti di ricerca e stakeholder del sistema sanitario, mettendo a disposizione una facility altamente specializzata per attività di ricerca e sviluppo, validazione di test diagnostici e studio di nuove terapie. L’inaugurazione si è conclusa con una tavola rotonda dedicata alle potenzialità dei laboratori di biosicurezza in ambito di ricerca e diagnostica, con la partecipazione di esperti provenienti da istituzioni nazionali di rilievo.

In questo contesto, il sostegno pubblico alla ricerca si conferma un elemento determinante per abilitare investimenti strategici ad alto impatto, capaci di generare ricadute concrete sul sistema sanitario, produttivo e sociale. Strumenti come quelli messi in campo da Regione Piemonte, con il supporto operativo di Finpiemonte, non si limitano infatti al finanziamento, ma favoriscono la creazione di un ecosistema collaborativo in cui imprese, istituzioni, enti di formazione e centri di ricerca possono interagire in modo sinergico. In questa prospettiva, il ruolo di facilitatore diventa centrale per promuovere partenariati strategici, accelerare il trasferimento tecnologico e sostenere l’innovazione, contribuendo alla competitività del territorio e alla capacità di risposta alle sfide future.

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